Biblioteca

Cos'è la Biblioteca Provinciale di Avellino
La Biblioteca provinciale di Avellino deve essere riconosciuta come il luogo topico della cultura irpina. E questo in un duplice significato: come memoria in forma di scrittura dei momenti e delle figure in cui la nostra comunità e quella universale hanno raggiunto l'eccellenza nell'espressione e come centro di organizzazione e realizzazione degli incontri importanti e ricchi di risonanza. I giovani, i ricercatori, quello che si può definire pubblico colto, con la loro frequentazione assidua, segnano il prestigio, la funzione alta e imprescindibile che la Biblioteca è andata sempre più assumendo. 


La donazione Capone
La Biblioteca provinciale di Avellino è venuta formandosi per mezzo di una serie di pregevoli e consistenti donazioni, tra le quali in particolare la donazione Capone, ricca di oltre 30mila volumi, che ne rese possibile l'apertura al pubblico nel 1913. Seguirono poi altre donazioni, tra le quali la magnifica raccolta libraria di oltre 6mila volumi donata da Enrico Tozzoli di Calitri che, per l'importanza delle opere suscitò l'attenzione di Teodoro Momsen. L'alba democratica, sorta con la fine della dittatura fascista, con la conseguente ricostituzione dei partiti democratici e dei movimenti giovanili, che ponevano al centro delle loro attività i problemi culturali, fa scoprire da parte di un pubblico più vasto l'esistenza della Biblioteca provinciale e dei suoi tesori culturali, fino allora noti solamente ad una ristretta cerchia di uomini di cultura. 


Dove si trova
La Biblioteca provinciale di Avellino è situata a corso Europa. 


Orari di apertura al pubblico
 

da lunedì al venerdì dalle ore 08.30 alle ore 13.30
 
il martedì ed il giovedì dalle ore 15.15 alle ore 17.45